VFR 750 F – RC 36 II – Classico moderno (1994)

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Precisa come un orologio, dopo altri 4 anni di successi, arriva la nuova VFR, rinnovata soprattutto esteticamente ed ulteriormente affinata nella meccanica. Con le 750 sportive ormai ben oltre i 125 CV, le 600 sempre piu’
veloci ed equilibrate, la Honda rimarca ulteriormente il carattere sport-touring della VFR costruendo una 750 elegante ed imponente come una maxi, ispirandosi alle linee splendide della NR a pistoni ovali. Per molti la piu’ bella VFR mai costruita.

CICLISTICA

Il telaio e’ leggermente diverso, soprattutto nella parte posteriore allo scopo di ridurne il peso (meno 1.5 kg). La geometria di sterzo resta inalterata, cosi’ come la forcella da 41 mm, che ha in piu’ solo le protezioni degli steli.
Cambia il cerchio posteriore, ora a 5 razze, mentre i dischi freno anteriori diventano flottanti (inalterato il diametro). Leggermente diverso il monobraccio, piu’ robusto, ed anche il levarismo della Pro-link.

MECCANICA

Il motore e’ sostanzialmente inalterato, con la sola modifica dei carburatori che ora sono a valvola piatta. Cambia invece il sistema di scarico che abbassa ulteriormente la rumorosita’, ma soffoca anche il motore, meno prestante della versione 1992.

Il cambio e’ inalterato mentre la frizione e’ irrobustita cambiando i materiali di attrito.

ESTETICA E FINITURE

La nuova VFR cambia completamente la sua linea, diventando piu’ affusolata e tondeggiante, con la carenatura che offre piu’ protettivita’ pur con un peggioramento della aerodinamica. Appare comunque elegante ed imponente come una maxi,
con molti punti di contatto con la
sportiva NR a pistoni ovali. Raffinati come al solito tutti i dettagli, mentre scompaiono le maniglie passeggero ribaltabili.

La strumentazione e’ completamente nuova, molto piu’ appariscente ed appagante alla vista. E’ inoltre completamente elettronica quindi molto piu’ sottile e leggera. Le modifiche alla carenatura hanno anche lo scopo di
alleggerire il mezzo e cercare di ridurre il calore trasmesso alle gambe. Scompare il rubinetto del carburante, sostituito da una spia sul cruscotto per indicare quando si entra in riserva.

POSIZIONE DI GUIDA E COMFORT DI MARCIA

La posizione di guida e’ leggermente piu’ sportiva della versione precedente, ma sostanzialmente resta il miglior compromesso possibile fra sport e turismo. Buona la protezione aerodinamica e diminuita la trasmissione di calore alle gambe.
Anche il passeggero e’ discretamente comodo, con pedane abbastanza distanti e comode maniglie a cui aggrapparsi.

MOTORE – PRESTAZIONE – CONSUMO

L’ulteriore riduzione della rumorosita’, ha portato nuovamente ad una riduzione del brio agli alti regimi. Il motore e’ ricco di coppia ai medi, ma perde smalto quando ci si avvicina alla zona rossa.
Compare inoltre una certa irregolarita’ ai bassi regimi (sotto i 2500 – 3000 giri) e la maggior prontezza di risposta dei carburatori a valvola piatta si avverte solo oltre i 4000 giri.
La classica entrata in coppia della VFR si manifesta ai 6500 giri, mentre la zona rossa inizia a 11500 giri. Per il resto rimane il solito solidissimo motore, resistente a tutto e costante nel rendimento, anche sotto sforzo.

Con il motore cosi’ addolcito e malgrado la diminuzione di peso (ora sono 221 kg), le prestazioni sono leggermente inferiori. Stupisce soprattutto la perdita in ripresa, dovuta piu’ alle irregolarita’ del motore a basso regime che a mancanza di vigore.
Ancora elevati i consumi, anche se in qualche caso sono piu’ bassi rispetto alla precedente versione grazie al maggior rendimento ed al peso inferiore.

GUIDA – FRENI

La guida rimane sostanzialmente simile all’ ultima VFR del 1992 e la diminuzione di peso non si avverte molto, forse a causa della carenatura piu’ ampia che da la sensazione di trovarsi a bordo di una moto piu’ grossa.
Morbida, scorrevole, gagliarda nel motore che puo’ essere usato come un bicilindrico, si difende benissimo finche’ le andature non si fanno elevate. Poi perde un po’ in coerenza ed incappa in qualche beccheggio dovuto
alle sospensioni comunque morbide. Resta quindi il miglior compromesso possibile fra sport e touring. Frenata ottima con spazi d’arresto da supersportiva (sono simili a quelli della neonata Ducati 916),
malgrado l’assetto resti migliorabile. E’ comunque il massimo in fatto di dolcezza e sfruttabilita’.

MANUTENZIONE

Non ci sono variazioni, resta una moto praticamente indistruttibile. Resta anche il solito problema al regolatore.

COLORAZIONI DISPONIBILI

1994: Rosso – Nero – Azzurro metalizzato – Turchese metallizzato (raro)

1995: Rosso – Nero – Grigio metalizzato

1996: Rosso – Blu metallico – Grigio metalizzato

1997: Rosso – Blu metallico – Verde scuro

PREZZO

Nel 1994 costava circa 18 milioni di lire chiavi in mano.

La VFR 750 F – RC 36 II resta in vendita per 4 anni (1994÷1997), verra’ sostituita nel 1998 dalla versione codice RC 46.

Negli suoi anni di vita non e’ soggetta a modifiche che non siano le nuove colorazioni. Questo contrariamente alla consuetudine Honda di fare qualche piccola modifica al secondo anno di vita per poi cambiare modello al quarto anno.